C’è un momento dell’anno in cui la luce comincia a cambiare.
Le giornate diventano più corte, le mattine più fresche e la natura lentamente modifica i suoi colori.
L’estate non è più davvero estate e l’autunno inizia a farsi sentire.
È il tempo dell’equinozio d’autunno, il passaggio astronomico che segna l’inizio della nuova stagione.
Al di là del suo significato astronomico, mi piace pensare all’equinozio anche come a un piccolo punto di passaggio lungo il nostro Sentiero.
Un’occasione per fermarsi.
Osservare ciò che abbiamo vissuto.
Ringraziare per quello che vogliamo conservare.
E forse iniziare a lasciare andare qualcosa che non sentiamo più necessario.
Che cos’è davvero l’equinozio d’autunno?
Partiamo dalla natura.
L’equinozio è il momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste. Intorno a questa data, giorno e notte hanno una durata simile, anche se non sono necessariamente di dodici ore esatte.
Nell’emisfero settentrionale, l’equinozio di settembre segna astronomicamente l’inizio dell’autunno.
Da quel momento la quantità di luce quotidiana continuerà progressivamente a diminuire fino al solstizio d’inverno.
È un fenomeno astronomico, ma nel corso della storia il passaggio verso l’autunno è stato accompagnato anche da tradizioni, raccolti e momenti comunitari legati alla conclusione della stagione più luminosa e all’arrivo dei mesi freddi.
Ed è proprio questa trasformazione della natura che può offrirci uno spunto per osservare anche noi stessi.
Tra luce e ombra
L’equinozio viene spesso associato simbolicamente all’equilibrio tra luce e oscurità.
Mi piace questa immagine.
Non perché dobbiamo cercare una vita nella quale tutto sia sempre perfettamente bilanciato.
Probabilmente non esiste.
Ci sono periodi nei quali abbiamo più energia e altri nei quali abbiamo bisogno di rallentare.
Momenti nei quali desideriamo stare con gli altri e momenti nei quali abbiamo bisogno di silenzio.
Giorni pieni e giorni più vuoti.
Forse equilibrio non significa avere sempre la stessa quantità di tutto.
Può significare imparare ad accorgerci di ciò di cui abbiamo bisogno nel momento che stiamo vivendo.
L’autunno ci insegna a rallentare?
Gli alberi non decidono improvvisamente di fermarsi.
La trasformazione avviene poco alla volta.
La luce diminuisce.
Le temperature cambiano.
Le foglie modificano il loro colore e, infine, cadono.
Noi, invece, spesso continuiamo allo stesso ritmo durante tutto l’anno.
Gli impegni non diminuiscono perché è arrivato settembre.
Il lavoro continua.
La scuola ricomincia.
Le giornate possono diventare persino più piene.
Per questo rallentare non significa necessariamente fare meno di tutto.
A volte significa semplicemente creare qualche momento nel quale non dobbiamo produrre, organizzare o risolvere qualcosa.
Anche dieci minuti.
Una passeggiata.
Una tisana bevuta senza telefono.
Qualche pagina di un libro.
Una doccia con calma.
Una sera senza riempire ogni minuto.
Piccoli spazi nei quali possiamo semplicemente esserci.
Lasciare andare non significa dimenticare
L’immagine delle foglie che cadono viene spesso utilizzata quando parliamo di lasciare andare.
È una metafora bellissima, ma credo sia importante non trasformarla in un altro obbligo.
Non dobbiamo necessariamente liberarci di tutto ciò che ci pesa.
Alcune cose richiedono tempo.
Alcuni ricordi rimangono.
Alcune situazioni non possono essere semplicemente messe da parte perché abbiamo deciso che è arrivato l’autunno.
Possiamo però chiederci se esiste qualcosa che non abbiamo più bisogno di continuare a portare nello stesso modo.
Un’abitudine.
Un oggetto.
Un impegno preso per abitudine.
Un’aspettativa troppo rigida.
Una parte della nostra quotidianità che ormai sentiamo distante.
Lasciare andare può iniziare semplicemente dal riconoscere che qualcosa è cambiato.
Fare spazio
Prima di aggiungere qualcosa di nuovo, possiamo creare spazio.
Anche nella casa.
L’autunno può essere un buon momento per osservare ciò che ci circonda.
Aprire un cassetto.
Riordinare un piccolo angolo.
Mettere da parte ciò che non utilizziamo.
Preparare la casa alla stagione che arriva.
Non serve affrontare tutto insieme.
Scegli un luogo molto piccolo.
Una mensola.
Un cassetto.
Il comodino.
La scrivania.
Mentre sistemi, puoi chiederti:
“Questa cosa ha ancora un posto nella mia vita?”
A volte il gesto concreto di riordinare uno spazio può diventare anche un’occasione per osservare le nostre abitudini con maggiore attenzione.
Ritrovare il contatto con la stagione
Viviamo in ambienti che ci permettono di mantenere temperature, luci e ritmi abbastanza simili durante tutto l’anno.
Ma fuori la natura continua a cambiare.
Possiamo provare ad accorgercene.
Osserva il colore degli alberi.
Nota a che ora inizia a fare buio.
Ascolta il rumore delle foglie mentre cammini.
Senti l’aria diventare più fresca.
Porta in casa qualche elemento naturale raccolto durante una passeggiata, quando è consentito e nel rispetto dell’ambiente.
Non serve attribuire a questi gesti proprietà particolari.
Possono semplicemente aiutarci a sentirci parte del periodo dell’anno che stiamo attraversando.
Un piccolo rituale per l’equinozio
Se ti va, puoi dedicare qualche minuto alla sera dell’equinozio o in uno dei giorni vicini.
Non servono strumenti particolari.
Trova un luogo tranquillo.
Puoi accendere una candela, se puoi farlo in sicurezza, oppure scegliere semplicemente una luce soffusa.
Prepara una tisana.
Prendi il tuo diario o un foglio.
Fai qualche respiro senza cercare di modificarlo.
Poi dividi il foglio in due parti.
Nella prima scrivi:
PORTO CON ME
Nella seconda:
POSSO LASCIARE ANDARE
Sotto Porto con me annota ciò che negli ultimi mesi ti ha fatto bene e che vorresti continuare a coltivare.
Potrebbe essere un’abitudine.
Una persona.
Un luogo.
Una consapevolezza.
Un momento.
Sotto Posso lasciare andare scrivi invece qualcosa a cui senti di poter dare un po’ meno spazio.
Non deve essere necessariamente qualcosa di grande.
Potrebbe essere anche soltanto una piccola abitudine quotidiana.
Quando hai terminato, rileggi lentamente ciò che hai scritto.
Non devi fare altro.
Il rituale non serve a far sparire ciò che abbiamo scritto.
Serve semplicemente a renderlo visibile.
Journaling d’autunno
Se vuoi continuare a esplorare questo momento attraverso la scrittura, prova a rispondere a queste domande:
Cosa è cambiato dentro di me durante gli ultimi mesi?
Cosa mi ha fatto stare bene questa estate?
Cosa desidero continuare a coltivare?
C’è qualcosa che sto portando avanti soltanto per abitudine?
Di cosa vorrei avere più spazio questo autunno?
Di cosa vorrei averne meno?
Non è necessario rispondere a tutte.
Scegline una.
A volte una domanda giusta può essere più utile di una pagina piena di risposte.
Preparare il proprio spazio per l’autunno
Anche la casa può accompagnare questo passaggio.
Non serve cambiare arredamento.
Puoi semplicemente adattare qualche piccolo dettaglio.
Una coperta che torna sul divano.
Una luce più calda la sera.
Un angolo dedicato alla lettura.
Una tisana pronta nella dispensa.
Qualche elemento naturale.
Sono gesti semplici che possono rendere più piacevole il passaggio verso giornate progressivamente più corte.
Anche questo, in fondo, è un modo per seguire la stagione invece di contrastarla continuamente.
Equilibrio non significa perfezione
Quando parliamo di equilibrio rischiamo facilmente di immaginare una condizione ideale nella quale tutto funziona.
Casa ordinata.
Alimentazione perfetta.
Tempo per noi.
Lavoro sotto controllo.
Relazioni serene.
Routine rispettata.
Ma la vita raramente rimane così.
L’equilibrio cambia continuamente.
Forse possiamo pensarlo non come un punto nel quale arrivare, ma come un movimento.
Ci allontaniamo.
Ce ne accorgiamo.
E proviamo lentamente a tornare.
Proprio come facciamo lungo un sentiero.
Accogliere una stagione più lenta
L’autunno non ci chiede necessariamente di diventare persone diverse.
Può semplicemente ricordarci che non tutte le stagioni devono avere lo stesso ritmo.
Possiamo continuare a progettare.
A lavorare.
A crescere.
A iniziare cose nuove.
Ma possiamo anche concederci qualche momento in più per osservare ciò che sta cambiando.
Fuori da noi.
E dentro di noi.
Forse è proprio questo il piccolo invito dell’equinozio:
non cercare continuamente di trattenere la stagione precedente.
Osservare quella che arriva.
E attraversarla con presenza.
🌿 Piccolo passo sul Sentiero
Questa sera completa due sole frasi:
“Questo autunno porto con me…”
“Questo autunno posso lasciare andare…”
Non cercare risposte importanti.
Scrivi semplicemente ciò che arriva.
Poi chiudi il quaderno e concediti qualche minuto senza fare altro.
A presto sul Sentiero,
Ilenia
I contenuti di SentierOlistico hanno finalità informative e divulgative nell’ambito del benessere e delle pratiche olistiche. Eventuali rituali proposti sono intesi come pratiche personali di riflessione e consapevolezza e non sostituiscono cure o indicazioni di professionisti sanitari qualificati.









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