Le vacanze hanno un ritmo tutto loro.
Le giornate sembrano più lunghe, gli orari diventano più flessibili, si trascorre più tempo all’aria aperta e, almeno per qualche giorno, molte delle abitudini quotidiane vengono messe da parte.
Poi arriva il momento del rientro.
La sveglia torna a suonare, ricominciano il lavoro, la scuola, gli impegni, le cose da organizzare. E spesso pretendiamo da noi stessi di tornare immediatamente efficienti, concentrati e produttivi come prima.
Ma forse non è necessario ripartire così velocemente.
Il rientro può diventare un piccolo periodo di transizione: uno spazio nel quale ritrovare gradualmente il proprio ritmo, ascoltando ciò di cui abbiamo bisogno e scegliendo quali abitudini vogliamo davvero riportare nella nostra quotidianità.
Perché il rientro può sembrarci così faticoso?
Durante una pausa cambiano molte piccole cose: gli orari del sonno, i pasti, il tempo trascorso fuori casa, il movimento, le attività e perfino il modo in cui percepiamo lo scorrere delle giornate.
Quando torniamo alla routine, il cambiamento può essere piuttosto brusco.
Non sempre, quindi, quella sensazione di fatica dei primi giorni significa che abbiamo bisogno di rivoluzionare qualcosa.
A volte abbiamo semplicemente bisogno di tempo per riadattarci.
Invece di riempire immediatamente l’agenda, possiamo provare a lasciare qualche piccolo spazio vuoto e osservare come ci sentiamo.
Ripartire dal sonno, senza pretendere la perfezione
Durante l’estate è normale andare a dormire più tardi, cenare a orari diversi o svegliarsi senza la solita routine.
Uno dei primi passi del rientro può essere semplicemente quello di riavvicinarsi gradualmente ai propri orari abituali.
Non serve cambiare tutto in una sera.
Possiamo anticipare poco alla volta il momento in cui andiamo a dormire, ridurre gli stimoli nelle ultime ore della giornata e creare un piccolo rituale serale che segnali che è arrivato il momento di rallentare.
Una tisana, qualche pagina di un libro, una luce più soffusa, alcuni minuti di respirazione tranquilla o semplicemente il telefono lasciato lontano dal letto possono diventare piccoli segnali di passaggio dalla giornata al riposo.
La parola importante, però, rimane sempre la stessa: gradualmente.
Non abbandonare completamente il ritmo dell’estate
Quando ricomincia la quotidianità tendiamo spesso a dividere nettamente due periodi:
le vacanze sono finite, adesso si torna alla vita vera.
E se invece portassimo qualcosa dell’estate con noi?
Una passeggiata dopo cena.
Qualche minuto sul balcone.
Un pranzo all’aperto quando possibile.
Una domenica nella natura.
Leggere senza uno scopo preciso.
Camminare lentamente.
Sono gesti semplicissimi, ma possono ricordarci che il benessere non deve necessariamente essere confinato ai giorni di vacanza.
Forse il rientro non dovrebbe significare abbandonare tutto ciò che ci ha fatto stare bene, ma capire cosa possiamo conservare anche nella vita di tutti i giorni.
Ricominciare da poche abitudini
Settembre viene spesso raccontato come un secondo gennaio.
Nuovi propositi, nuove routine, nuovi obiettivi.
E così, proprio mentre stiamo cercando di ritrovare il nostro equilibrio, rischiamo di aggiungere una lunga lista di cose da fare.
Allenarsi.
Mangiare meglio.
Meditare.
Leggere.
Bere più acqua.
Dormire otto ore.
Organizzare casa.
Tenere un diario.
Fare tutto perfettamente.
Il risultato può essere esattamente l’opposto di quello che cercavamo.
Prova invece a chiederti:
Qual è una piccola abitudine che potrebbe farmi stare meglio nelle prossime settimane?
Una sola.
Quando sarà diventata naturale, potrai eventualmente aggiungerne un’altra.
Il benessere sostenibile raramente nasce da una rivoluzione improvvisa. Molto più spesso cresce attraverso piccoli gesti ripetuti nel tempo.
Ritrovare il contatto con la natura
Le vacanze ci portano spesso a trascorrere più tempo fuori casa.
Mare, montagna, campagna, parchi, passeggiate o semplicemente giornate con più luce naturale.
Con il rientro tendiamo invece a tornare velocemente negli ambienti chiusi.
Possiamo provare a mantenere un piccolo appuntamento quotidiano con l’esterno.
Non deve essere necessariamente una lunga escursione.
Anche dieci minuti possono diventare un momento prezioso.
Cammina osservando ciò che ti circonda.
Senti l’aria sulla pelle.
Osserva il cielo.
Ascolta i rumori.
Nota gli alberi, le piante, i colori.
Per qualche minuto prova semplicemente a essere presente nel luogo in cui ti trovi, senza trasformare anche la passeggiata in qualcosa da completare o misurare.
Creare un piccolo rituale del rientro
Mi piace pensare al rientro non soltanto come alla fine delle vacanze, ma come all’inizio di una nuova fase dell’anno.
Puoi dedicarti una sera tranquilla e creare un piccolo rituale personale.
Prepara qualcosa da bere, scegli un luogo in cui ti senti bene e prendi il tuo diario o un semplice quaderno.
Poi prova a rispondere a queste domande:
Cosa mi ha fatto stare bene durante questa estate?
Cosa vorrei portare con me nei prossimi mesi?
Cosa invece sento di poter lasciare andare?
Di cosa ho bisogno in questo momento?
Quale piccolo gesto posso scegliere per prendermi cura di me nelle prossime settimane?
Non cercare necessariamente risposte perfette.
Scrivi quello che arriva.
A volte mettere i pensieri sulla carta permette semplicemente di creare un po’ più di spazio tra ciò che sentiamo e tutto quello che dobbiamo fare.
L’Agenda Olistica come spazio, non come lista di obblighi
Anche organizzare le proprie giornate può diventare parte di questo processo.
Un’agenda non deve necessariamente servire soltanto a ricordarci appuntamenti, scadenze e impegni.
Può diventare anche uno spazio nel quale annotare un’intenzione, osservare le proprie abitudini, ricordarsi di bere, concedersi un momento di pausa o semplicemente lasciare una frase per la persona che saremo domani.
È proprio con questa idea che è nata l’Agenda Giornaliera Olistica SentierOlistico: affiancare all’organizzazione quotidiana piccoli momenti dedicati alla consapevolezza e alla cura di sé.
Non per aggiungere altre cose da fare.
Ma per ricordarci, in mezzo alle cose da fare, che ci siamo anche noi.
Non devi ripartire tutto in una volta
Forse è questo il pensiero che vorrei lasciare alla fine dell’estate.
Non dobbiamo recuperare immediatamente tutto.
Non dobbiamo iniziare settembre con dieci nuovi obiettivi.
E non dobbiamo trasformare il benessere nell’ennesimo compito da svolgere correttamente.
Possiamo semplicemente ricominciare.
Un po’ alla volta.
Ritrovando il sonno, gli orari, qualche momento nella natura, uno spazio per noi e quelle piccole abitudini che ci fanno sentire maggiormente presenti nella nostra vita.
Il ritmo arriverà.
Forse, questa volta, possiamo permetterci di ritrovarlo invece di rincorrerlo.
🌿 Piccolo passo sul Sentiero
Questa sera prova a scrivere una sola frase:
“Dell’estate voglio portare con me…”
Non pensare troppo alla risposta.
Lascia semplicemente che sia la prima cosa che senti.
A presto sul Sentiero,
Ilenia
I contenuti di SentierOlistico hanno finalità informative e divulgative nell’ambito del benessere e delle pratiche olistiche. Non sostituiscono il parere o le indicazioni di professionisti sanitari qualificati.









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